Pensavo che un dramma del genere si fosse del tutto consumato nel medesimo istante in cui il solleone ha stampato i primi baci sulla nostra pelle vogliosa di tintarella. Ed invece ecco che quella notizia rispunta fuori come una zecca. Eppure non ci eravamo cosparsi il capo di Autan-antizecche?
Sfogliando il giornale non pensavo di ritrovare il ciuffo montato di Morgan, immortalato nella consueta immagine di pianista confuso e smarrito, con le cornee spalancate e rivolte ad un pubblico che sembra non abbandonarlo mai.
Addirittura il fu Bluvertigo, nonché coniuge Argento, ha dovuto presentare la giustificazione al sindaco della città dove avrebbe tenuto uno delle sue serate. Il tutto perché il sindaco stesso (di Verona…mi stavo dimenticando di precisarlo…) ha messo in forse il concerto del musicista, in quanto persona “sgradita” e “cattivo esempio per i giovani veronesi”, facendo riferimento alla vicenda della droga che ha visto coinvolto Morgan nelle vesti di reo confesso facente uso.
Ma dico io! Ancora con questa storia? O piuttosto ancora con questa scusa? A me sembra che i rappresentanti del potere e della cultura (rappresentanti almeno per titoli assegnati sia ben chiaro!!!) usino questa faccenda per erigere sotto i loro piedi una bel blocco di marmo, che li fa emergere in questa piazza mediatica, popolata soltanto di languido perbenismo e moralità di plastica. Ma vi sembra corretto che un artista debba ricorrere alle pubbliche rettifiche negando ciò che ha detto e fatto pur di vedersi riconosciuta libertà di espressione e di manifestazione della propria arte. E allora chiudiamo tutti i musei che al mondo sfoggiano anche una sola opera impressionista, ed erigeremo il grattacielo della coerenza.
Abbandoniamo questi tabù e guardiamo all’uomo a trecentosessantagradi. Anche se quello che fa non combacia con la più comunemente accettata morale. E magari spariamoci un mp3 di Morgan nell’i-pod e vediamo cosa altro ha da dire e da dare, oltre che ridicoli sussulti ad una rimbambita coscienza popolare.
Il paladino Morgan digerisce ancora
Blogaliffo - inserito il 23 agosto 2010Sfogliando il giornale non pensavo di ritrovare il ciuffo montato di Morgan, immortalato nella consueta immagine di pianista confuso e smarrito, con le cornee spalancate e rivolte ad un pubblico che sembra non abbandonarlo mai.
Addirittura il fu Bluvertigo, nonché coniuge Argento, ha dovuto presentare la giustificazione al sindaco della città dove avrebbe tenuto uno delle sue serate. Il tutto perché il sindaco stesso (di Verona…mi stavo dimenticando di precisarlo…) ha messo in forse il concerto del musicista, in quanto persona “sgradita” e “cattivo esempio per i giovani veronesi”, facendo riferimento alla vicenda della droga che ha visto coinvolto Morgan nelle vesti di reo confesso facente uso.
Ma dico io! Ancora con questa storia? O piuttosto ancora con questa scusa? A me sembra che i rappresentanti del potere e della cultura (rappresentanti almeno per titoli assegnati sia ben chiaro!!!) usino questa faccenda per erigere sotto i loro piedi una bel blocco di marmo, che li fa emergere in questa piazza mediatica, popolata soltanto di languido perbenismo e moralità di plastica. Ma vi sembra corretto che un artista debba ricorrere alle pubbliche rettifiche negando ciò che ha detto e fatto pur di vedersi riconosciuta libertà di espressione e di manifestazione della propria arte. E allora chiudiamo tutti i musei che al mondo sfoggiano anche una sola opera impressionista, ed erigeremo il grattacielo della coerenza.
Abbandoniamo questi tabù e guardiamo all’uomo a trecentosessantagradi. Anche se quello che fa non combacia con la più comunemente accettata morale. E magari spariamoci un mp3 di Morgan nell’i-pod e vediamo cosa altro ha da dire e da dare, oltre che ridicoli sussulti ad una rimbambita coscienza popolare.
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